URBAN PHOTOGRAPHY

11 Consigli per raccogliere il meglio dai tuoi scatti in città!

Amo le città. Esattamente come mi piace uscire negli ampi spazi aperti della campagna, anche il trambusto della vita cittadina suscita in me un grande fascino. Non tutti saranno concordi con me ma ritengo che tali aree siano molto interessanti, sia a livello personale, sia a livello fotografico.

Alcune persone potrebbero ritenere deprimenti il cemento, i grattacieli e i muri coperti di graffiti; personalmente invece li trovo pieni di potenzialità fotografiche.

Urban Life” ricerca queste istantanee nelle città e nelle aree urbane in cui viviamo e lavoriamo.

La fotografia “Urban” è difficile da definire sinteticamente in quanto diversi generi fotografici abbracciano questo ramo stilistico. Ai fini di questo articolo vorrei suddividerlo con alcuni generi fotografici tra loro correlati:

Paesaggio urbano: il paesaggio urbano è qualcosa che va oltre lo scatto pulito e lucido di una città, parla di rumore, di confusione o di calma ancestrale; non è una semplice fotografia di una strada piena di taxi.

Fotografia architettonica: la fotografia di architettura racconta le forme, i riflessi, le ombre, la vita dei palazzi. Condensare in una fotografia ciò che il progettista pensava mentre progettava quell’edificio unitamente alla sua storia.

Ritratti Ambientati: cosa sarebbe una città senza i suoi abitanti, senza le sue tradizioni, senza le attività commerciali, i vicoli bui e dei gruppi di persone che camminano qui e là? Dietro ad ogni angolo ci sono volti ed espressioni che nascondono una vita intera, esperienze inimmaginabili da racchiudere in una immagine.

Se, da una parte, definire questo insieme di immagini non è semplice, dall’altra è certo che la fotografia cittadina non è la classica cartolina con i soggetti in posa e il riflesso del tramonto sulle vetrate di un palazzo; no; è un “carpe diem” dove il messaggio prende il sopravvento su quella che potrebbe essere la tecnica.

Consigli per raccogliere il meglio dai tuoi scatti in città
Ho deciso quindi di raccogliere qui di seguito undici consigli che personalmente cerco di applicare nelle mie cacce fotografiche per le strade cittadine:

1 – Non rimanere a corto di focali

Non mi trovo d’accordo con quelli che affermano che “con un 35mm (su FullFrame ndr) fai tutto quello che vuoi”. Si, ma anche no… personalmente quando esco cerco sempre di portare con me almeno una lente fissa grandangolare non estremo (diciamo i classici 24-28-35 mm a seconda dei gusti personali) e uno zoom con una buona escursione. Il primo consente di avere uno sguardo di insieme su quello che mi circonda; catturare scene familiari e personali. Il secondo invece lo uso per catturare particolari di edifici o di elementi urbani (ricorda che un “tele” appiattisce i piani).

2 – Altra attrezzatura utile

Oltre alle lenti e alla macchina fotografica, ritengo estremamente utili monopiede/treppiede, filtri polarizzatori, batterie di ricambio ed eventualmente un flash esterno. Oltre a questo, la borsa ha una importanza particolare. Deve essere leggera, capiente e pratica. Io personalmente mi trovo bene con una borsa monospalla ma ci sono molti sistemi anche più leggeri e pratici di attacco/stacco rapido degli obiettivi etc.

3 – Cerca i Contrasti

Le fotografie che maggiormente hanno successo (artistico e commerciale) rappresentano, in maggioranza, dei notevoli contrasti. Non parlo di contrasti cromatici o luminosi quanto di contenuto e concetto. Le città raccolgono quel mix di situazioni e personaggi che, con tempismo, pazienza e (non neghiamolo) fortuna, consentono di portare a casa degli scatti notevoli.

4 – Presenza umana

Se andiamo a caccia di ritratti, è ovvio che la presenza umana sia necessaria ma… prendiamo in considerazione fotografie maggiormente ambientate? La fotografia di quel palazzo la vogliamo con tutta la gente che ci passa e schiamazza sotto, oppure libera e “strutturale”? L’istantanea che abbiamo in mente con quella particolare strada e i suoi semafori, la vogliamo sgombra o popolata?

Sono queste domande a cui è sempre meglio avere una risposta PRIMA di trovarsi con la macchina fotografica in mano in quanto, sebbene gli strumenti odierni di fotoritocco permettano la rimozione di soggetti senza troppe difficoltà, ritengo che una quanto migliore sia una fotografia a priori, migliori sono le possibilità di editing e ritocco.

La soluzione più immediata per dare una risposta a questa domanda si trova nell’orario in cui si esce a scattare. Sembra una banalità da dire ma scattando all’alba o a notte fonda, difficilmente avremmo problemi di sovrappopolamento.

Un altro metodo utilizzabile se la pigrizia vi blocca a letto, è quello di usare lunghe esposizioni con eventuali filtri ND. Ponderando bene i tempi di scatto, tutte le persone in movimento “spariranno” dalla foto. In alternativa si può ricorrere a diversi strumenti di rimozione digitale.

Se invece scegliamo di integrare delle persone nella nostra fotografia, diamo loro importanza.
Una figura umana all’interno di un contesto urbano, da all’immagine dinamismo e “forza” riportando l’ambientazione su un piano maggiormente familiare e meno asettico.

5 – Ricerca la location

Sebbene il concetto secondo il quale la fotografia “Urbana” sia qualcosa di spontaneo e istintivo sia quasi sempre valido, posso con sicurezza affermare che gli scatti più interessanti che ho visto di questo genere, erano frutto di meticolose ricerche ed esperimenti. Prove dopo prove, momenti dopo momenti.

È semplicemente fantastico come una location cambia a seconda della stagione, dell’ora, del giorno in cui la si osserva. Quindi, per quella che è la mia esperienza, dico che se il nostro scopo è quello di portare a casa una “bella” fotografia, sarà molto più facile raggiungerlo grazie alla programmazione, lo studio e l’immaginazione della stessa nei minimi dettagli.

6 – Identifica dei temi ricorrenti

Esattamente come la città ci prospetta e propone scenari sempre nuovi e diversi, è altrettanto vero che vi è una moltitudine di elementi e frammenti ricorrenti tra le varie urbanizzazioni, tra le varie aree. Spesso il tema può essere anche un concetto (per esempio l’idea di “casa” è diversa da un broker di Wall Street e un senzatetto di Central Park ma entrambi la identificano con la stessa parola… a nessuno viene voglia di fare un bel portfolio su questo argomento? 🙂 )

7 – Specchi, simmetrie e geometrie

Da sempre gli studiosi e psicologi dell’immagine dibattono sull’importanza della simmetria e del riflesso in una fotografia. Fino a quando non si troverà una soluzione unica, a me basta pensare simmetrie, giochi di riflessi e geometrie particolari, sono elementi importantissimi nella composizione fotografica

Le superfici riflettenti di un grattacielo. Le finestre di una casa. La pozzanghera in mezzo alla strada. Con la giusta prospettiva si possono trovare scorci fantastici.
(Un filtro polarizzatore, in questo genere di fotografie, aiuta molto)

L’architettura è formata da linee, le linee formano aree, le aree volumi. Dai tempi di Eugene Atget, la geometria e la sua esaltazione hanno costituito una vera e propria corrente di pensiero fotografico. Il modo migliore per scattare una foto ad un edificio è tentare di catturarne il suo carattere. Osservare le sue superfici nella stessa maniera in cui si osserva un quadro pittorico e chiedersi cosa rappresentino per noi.

8 – Scatta di sera

Non un vero e proprio consiglio… semplicemente penso che, al tramonto, nella “golden hour” o nella “blue hour” le città e le loro atmosfere si trasformino dando il meglio di se.

9 – Esplora diverse zone della città

Qui mi riaggancio un po alla ricerca della location e di temi ricorrenti. Una città non è costituita solamente dal centro storico/economico/turistico. Ci sono scorci, vie, persone che valgono qualche chilometro in più per essere scovati.

10 – Paesi, periferie, campagne. Urbano e suburbano

Probabilmente il testo scritto finora è fin troppo “city-oriented”.
Uscendo dalla cinta cittadina, entrando nella periferia, nella campagna e nei paeselli “satellite” o nei poligoni industriali si possono trovare situazioni incredibili.

Esattamente come la città, questi posti offrono delle incredibili possibilità per uno “storytelling” con i fiocchi.

11 – Ritratti, l’eterno dilemma

Se si vuole ritrarre un volto si può operare in due maniere differenti:

  • Farlo da lontano senza che il soggetto ci veda: il ritratto sarà sicuramente spontaneo e probabilmente riusciremo a catturare un’espressione sincera e diretta. Questo è il genere di ritratti che solitamente si scattano in manifestazioni pubbliche, processioni etc. (ricordatevi della legge sulla privacy ndr)
  • Parlare con il soggetto, spiegargli quello che stai facendo e perché vuoi scattargli una foto: quasi sicuramente in questo caso il ritratto che ne uscirà sarà meno spontaneo di uno scattato all’insaputa del soggetto ma permette una quantità di vantaggi non indifferente. La collaborazione del “modello improvvisato” vi aiuterà a catturarne volti, espressioni. Vi sono moltissimi esempi di fotografie fantastiche scattate con il consenso del soggetto.

Approcciare uno sconosciuto con una macchina fotografica e chiedergli di “posare” è sempre la parte più difficile, me ne rendo conto ma per quella che è la mia esperienza, se ci si presenta con fare gentile e professionale e si apportano motivazioni sensate, nella maggioranza dei casi si porta a casa la fotografia desiderata… se il soggetto si nega, non prendetela come qualcosa di personale e cercatene un altro.

E tu ? Come ti muovi solitamente nella giungla urbana? Avresti qualche tips o consiglio da condividere? Sentiti libero di aggiungerlo nella sezione commenti 🙂

 

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By | 2017-11-11T16:02:08+00:00 settembre 15th, 2017|Inspirational, Latest Articles, Tips|0 Comments

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Enrico Pitton

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