Alice Godone 2017-09-01T13:47:51+00:00

Project Description

Alice Godone

 

Sono nata nel 1985 nella cittadina Canavesana di Ivrea e nell’estate del 1992 ho impugnato per la prima volta la macchina fotografica  nalogica di mio padre per quello che voglio ricordare come il mio “primo reportage di viaggio” nella capitale francese. Ho, in quel
momento, trovato un amico inseparabile che ha accompagnato me e la mia famiglia nei numerosi viaggi di lavoro di mio padre. Non ci siamo più separati fino ad ora!
Ho frequentato le scuole dell’obbligo nel mio paese, il liceo socio-psicopedagogico nella vicina Ivrea e la facoltà di Lettere e Filosofia all’Università degli Studi di Torino a Torino, città dai mille volti e dalla storia affascinante che ha alimentato con i suoi capitelli e colori
l’amore per la fotografia.
Nel 2011 ho frequentato un corso di Fotografia all’accademia Artevision di Torino ed in contemporanea ho iniziato un percorso personale che ha compreso workshop di fotografia di architettura, di reportage e street photography, in parallelo ad un lavoro di fotografia in studio
con due fotografi torinesi.
Questa fase è durata circa due anni durante i quali, con la passione di chi non fa altro che rincorrere il suo primo amore in giro per l’Italia e l’Europa, mi sono impegnata per capire come poter trasformare questo mio interesse in qualcosa di
più senza rovinarne però il contenuto.
Nell’ottobre 2013 ho iniziato un master in fotogiornalismo all’Istituto Italiano di Fotografia di Milano grazie al quale ho conosciuto persone che si sono rivelate fondamentali per il mio percorso di crescita personale e professionale.
A gennaio di quello stesso anno ho aperto il mio studio fotografico nel vecchio negozio di elettrodomestici dei miei nonni.
Sembrerebbe un punto di arrivo, ma io lo sento come un punto di inizio: ritengo che la crescita personale e professionale non debba arrestarsi mai, per questo motivo cerco spunti e stimoli in concorsi e bandi fotografici.

PROGETTO WOMEN

Il progetto WOMEN è un progetto che gira nella mia testa da un paio di anni e che, nelle varie occasioni, ha preso diverse forme di realizzazione (anche il titolo è ancora troppo generico ed altrettanto poco originale proprio perché in continuo
cambiamento). Passando da una particolare sensibilità per fotografia di ritratto nei miei viaggi, sono approdata alla consapevolezza che questo tema non mi avrebbe abbandonato troppo in fretta, anzi, si sarebbe presto arricchito di una particolare sfumatura: i volti delle donne! Si tratta di un progetto in via di definizione continua, che, come anticipato nelle righe precedenti, assume forme di realizzazione diverse in base al periodo di ispirazione, agli stimoli come proposte di esposizioni o di progetti collettivi ed anche in base a bandi e concorsi
fotografici. Del progetto generale fanno parte la fotografia del corto metraggio “Nastri Rossi” realizzato dal regista Canavesano Giuseppe Montesano sul fragilissimo tema del femminicidio; l’esposizione DonnaMadre, realizzata all’interno di una mostra collettiva nella mia città   e raffiguranti coppie di madri e figlie; il piccolo portfolio “Crisis” realizzato con la collaborazione della modella Benedetta Coraiola, che ha cercato di dare volto e corpo alla grave situazione di crisi socio-economica del nostro tempo. Un’ulteriore sfumatura risiede nella mia passione per la fotografia analogica, della quale mi occupo a tutto tondo, dallo scatto alla stampa in camera oscura. Negli ultimi due anni mi  sono dedicata alla ricerca “causale” e non ossessiva in mercatini e negozi di antiquariato di negativi ritraenti donne, che piano piano  stanno costituendo una collazione di immenso valore per me!

BODIES
Le fotografie del progetto ritraggono le emozioni che un corpo femminile vive e trasmette. Il corpo di una donna si modella su quello di una figlia, e viceversa, e con il quale è una cosa sola seppure fisicamente diversi; un corpo che si snoda in cerca di simmetria nell’imperfezione della vita di tutti i giorni; un corpo di donna ride a pranzo con le amiche ed è in grado di essere estremamente misterioso nelle sue curve.

La giuria