Fotografare i Sentimenti

Si fotografa per sé stessi, per gli altri, per scatenare un’emozione, un commento, un ricordo, in chi guarda la tua foto.

Ma quando si fotografa per catturare un sentimento allora è un’altra storia. Quando vedi nello sguardo qualcosa di unico, di tutto suo, che fa parte di quel momento e basta, qualcosa che vuoi fermare in uno scatto, senti che è necessario avere una certa preparazione. E’ necessario innanzitutto avere per primi un sentimento verso l’atto di fotografare.

Fare un passo indietro per bussare ed entrare in quell’attimo e poterlo fermare in uno scatto.

Perché il fotografo infondo è il primo spettatore di quell’unicità che dura poche frazioni di secondo, anzi è forse colui che percepisce il sentimento ancora prima che arrivi nella sua esplosione più candida e sincera ed avendo questa intuizione si concede l’onore di scattare e regalare agli altri di essere altrettanti spettatori.

Che cos’è un sentimento?

La parola sentimento deriva dal latino sentire, ossia percepire con i sensi. É uno stato d’animo, positivo o negativo, che si prova verso fatti, cose o persone. L’emozione è più breve, il sentimento più duraturo.

Quando si fotografa un’immagine piena di emozioni, è certamente più semplice capirne l’essenza e risaltarla. Cosa più difficile è quando dobbiamo fotografare un soggetto in quel momento “statico”, una persona che aspetta di essere fotografata e antepone probabilmente l’agitazione per l’essere ripresa ai suoi sentimenti personali, al suo stato d’animo in quel periodo della sua vita…

Ma come si fotografa un sentimento?

Qualche suggerimento per fare una buona foto e dare risalto a ciò che vediamo e interpretiamo.

Organizza in anticipo la tua fotografia

Cosa vuoi fotografare? Dove? Che emozioni pensi di mostrare? Una buona foto va pensata prima, nell’aspetto attuativo ed anche in quello sentimentale.

Organizza la “coreografia” e i soggetti prima che arrivi il momento dello scatto, sarà tutto molto più tranquillo.

I soggetti dei tuoi scatti si sentiranno maggiormente a loro agio appurando l’organizzazione. Pianifica anche gli imprevisti…a meno che questi non possano regalare nuove espressioni significative da catturare!

Se vai in un posto nuovo per te, è buona cosa che ti informi sulla cultura locale, in parte per non creare disturbi o non incorrere in problemi, ogni cultura ha determinate credenze e usanze, anche sulle fotografie. In parte anche perché lo scatto avrà più possibilità di riuscita se entri nel mood del luogo in cui ti trovi e della gente che vi troverai.

Soggetto in movimento? In questo caso forse è meglio affidarsi agli automatismi della macchina, prima scatta, per non perdere l’attimo, poi rifletti!

L’approccio al soggetto da fotografare

Se hai molta confidenza con la persona che vuoi fotografare sarà un po’ più semplice capirvi. Ma se vuoi fotografare persone che non conosci devi partire con un approccio completamente diverso.

Spesso infatti potresti trovare persone intimidite, impacciate, agitate. Fatti conoscere, spiega chi sei, quale modo di lavorare utilizzi solitamente, come avresti pensato di organizzare le foto.

Fai del tuo meglio per mettere a proprio agio l’interlocutore, anche spezzando la conversazione parlando di argomenti frivoli. Pian piano dovrebbe tranquillizzarsi, dovresti vedere i suoi lineamenti distendersi.

Chiedi a lui cosa si aspetta dalla tua foto, chiedigli i suoi stati d’animo e per l’appunto quali sentimenti ed emozioni prova in quel momento.

Fornisci quindi indicazioni alla persona su come potrebbe posare, quali espressioni accentuare, quali movenze fare. Chiedile se si sente sereno e ricorda di continuare a parlare in modo scherzoso e amichevole.

Lo scatto a sorpresa

Se sei un osservatore avrai notato le mille sfaccettature di un volto, tante diverse espressioni in poco tempo, lo sfondo che cambia insieme ai suoi personaggi. Se ti trovi in un luogo pubblico, rendi prima te stesso parte di quello scenario e quando finalmente sarai “invisibile” agli occhi degli altri, potrai iniziare a scattare, sempre con discrezione, senza disturbare.

Potresti anche decidere di soffermarti su alcuni dettagli, come delle mani che stanno eseguendo un lavoro manuale, una bocca che sorride, dei piedi che danzano. Piccole cose che possono esprimere sentimenti ben determinati.

Le luci

La luce è l’anima della fotografia. La luce e di conseguenza il buio possono tutto in una foto. Possono cambiare il significato di essa, modificare l’espressione di un volto, dare risalto ad una determinata cosa, lasciare il “beneficio del dubbio” su un’altra. Regalano luminosità o mistero.

Quando pianifichi la tua foto, ricorda di scegliere anche l’orario migliore per farla. Ad esempio, in estate o con la neve, è meglio evitare le ore centrali in cui la luce è troppo forte. Valuta bene gli effetti della luce della mattina o della sera sul tuo soggetto. La luce e i colori più affascinanti le trovi quelle mezz’ore prima e dopo l’alba e il tramonto.

Per le foto in controluce, invece, è spesso preferibile utilizzare il flash, a causa del forte contrasto tra luce e buio, tra bianco e nero.

Quando esegui un ritratto, fai alcune prove valutando la luce. Ad esempio, una luce frontale è la preferita in molteplici situazioni, ma in un ritratto potrebbe purtroppo togliere espressività, perché elimina le ombre e con sé molte espressioni. Meglio sfruttare una luce laterale, se vuoi regalare la tridimensionalità del soggetto.

É fattibile anche comunicare molte emozioni con la luce posteriore, poiché le silhouette lasciano spazio all’immaginazione di chi guarderà la foto.

La luce naturale è senz’altro la più bella, tuttavia in studio hai la possibilità di modificarla e regolarla a seconda di necessità e risultato.

I ritratti di gruppo

Se parliamo di sentimenti, risulta difficile associarli alle caotiche foto di gruppo. Eppure, quanta felicità, ad esempio, potrebbe trasparire dalla foto degli invitati ad un matrimonio? Ovvio che meno persone compongono il gruppo, più sentimentale sarà la foto…nonostante ciò, in questo caso la creatività  del fotografo può fare la differenza.

Quando fotografi un gruppo, presta molta attenzione allo sfondo: che sia il più libero possibile, se all’aperto meglio ancora. In questo caso il top sarebbero dei paesaggi composti di sabbia o erba verde che danno un senso di relax.

La cosa fondamentale sarà la tua organizzazione e la tua prontezza. Raduna le persone, ricorda loro perché si trovano lì in quel momento, suscita quindi in loro il ricordo di un’emozione e scatta senza indugi!

In generale, prima di iniziare a scattare, assicurati di avere la macchina e l’attrezzatura in ordine e pronta per essere usata.

Il fotografo è un regista, vede, sente, percepisce. Organizza la sua scenografia, per non essere impreparato.

Il fotografo è anche spettatore privilegiato. Non pensare alla performance, sii te stesso, non dimenticare il tuo messaggio.

By | 2017-12-08T12:07:53+00:00 dicembre 7th, 2017|Inspirational, Latest Articles|0 Comments

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Enrico Pitton

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